SUPPERGIÙ (TESTO)

SUPPERGIÙ
(Testo: Eugenio Ciuccetti – Musica: Gianluca Borgogno)

Su e giù per le mie scale
c’è uno strano ambaradan
la signora col bassotto
la puttana col bassetto
la bambina col tutù.

Su e giù con l’ascensore
c’è un casino anche di più
l’immigrato sul muretto
l’antennista sopra il tetto
Lady Gaga alla tv.

Suppergiù mi sento male
vedo neve artificiale
piove calce sulle scale
sale il fumo dal locale
che si trova un po’ più in là.

Vivo dentro a una cantina
con un letto e una cucina
e se poi divento triste
metto musica più forte
e non sento confusione
ma una radio che diffonde
solo tango che va su per queste scale
tutti iniziano a ballare
ed il casino sulle scale non c’è più.

Su e giù per questo mondo
c’è un’amara verità
l’hanno scritto sul giornale
prima o poi verrà Natale
ma chissà quando sarà.

Su e giù per me non vale
c’è un cammello rosa in più
c’è un indiano col pugnale
una strega, un generale
e una shisha di bambù.

Giù per su per queste scale
non c’è coda senza cane
non c’è io senza tu
non c’è bianco senza blu
ma non m’interessa più.

Vivo dentro a una cantina
con un letto e una cucina
e se poi divento triste
metto musica più forte
e non sento confusione
ma una radio che diffonde
solo tango che va su per queste scale
tutti iniziano a ballare
ed il casino sulle scale non c’è più.

Metto musica più forte
e non sento confusione
ma una radio che diffonde
solo tango che va su per queste scale
tutti iniziano a ballare
e allora metto musica più forte ancora
e non sento confusione
ma un concerto di parole
che si snodano su e giù per queste scale
tutti iniziano a cantare
ed il casino sulle scale non c’è più.